Giu 9, 2007
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Biagio: «Non piaccio alle femministe»

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Dice che le femministe gli mandano mail minacciose per un certo suo maschilismo, ma ormai deve essere un genere di donne in via di estinzione perché Biagio Antonacci è inseguito da un pubblico quasi tutto al femminile che gli permette di riempire lo stadio di San Siro. Sarà il primo milanese a calcare quel palco il 30 giugno. Impegno che gli toglie il sonno, perché, dice, ha commesso l'errore di restare fermo per un anno e mezzo. «Non accadrà più — confida —. Dopo il tour suonerò nei teatri dove puoi riproporre canzoni intime come "Assomigliami"».

Il cantautore nato 43 anni fa a Rozzano si confessa alle fan arrivate da tutta Italia per assistere al «Faccia a Faccia» organizzato da ViviMilano e moderato da Mario Luzzatto Fegiz. Accolto da una standing ovation, jeans chiari e maglietta nera con la scritta grafica «Milano» firmata da Giorgio Armani, Biagio arriva con il padre Paolo, ma questa volta tocca a lui fare da coach.

Ad attenderlo sei ragazzi trepidanti, tra i 21 e i 27 anni: sono i componenti delle «Sfere cristalline concentriche», il gruppo che ha vinto il concorso Sun'n'Sound promosso da ViviMilano e Comune di Milano per ricordare la giornalista del Corriere Gloria Pozzi. Per premio, saliranno sul palco prima del concerto di Antonacci, che avrà anche ospiti famosi come i Velvet, gli Zero Assoluto, i Nomadi. «Venire dalla periferia è dura», dice Biagio. La sua, ricorda Fegiz, è un po' la storia del «Ragazzo della via Gluck». «Sì, giocavo sul campo verde che ha lasciato il posto al Forum, dove mio padre ha lavorato. Però soprattutto suonavo, e la vicina di casa batteva la scopa. La cosa incredibile è che anche al Meazza i vicini ci costringono a tenere gli impianti a un terzo della potenza. Un'assurdità». Quando ha capito di avercela fatta? «Quando ho lasciato il cantiere dove lavoravo come geometra perché potevo mantenermi con la musica». Gli incontri contano. «Lucio Dalla, ma fu Ron a incoraggiarmi a scrivere».

Altre domande: «Ciao Biagio, sono Fabi, e sono rimasta colpita dalla tua canzone "Lui è pazzo di lei". Grazie a te ho capito che anche gli uomini si innamorano, ma sono qui per dirti che i ragazzi hanno bisogno di te, perché non sognano più, nell'entroterra milanese c'è un appiattimento pazzesco. Vieni e parla con loro». Fabi sta Fabiola Costanzi, professoressa in un Itis di Rho. Ma è la passione a travolgere le fan. Una ragazza definisce l'ultimo Cd «Love Vicky» (primo in classifica, ndr) «più ormonale degli altri. Beh sì, da frasi come "danza sul mio ventre" trapela molta fisicità». Spiega lui: «Sono uno scorpione passionale, a volte pesante. Ma se si esplorano le tenebre non è facile risalire. Ho deciso di vivermi in maniera più leggera. Una notte d'amore non ha mai fatto male a nessuno. Domani si vedrà. È poi non è come nello sport, prima dei concerti il sesso fa bene, schiarisce l'ugola».

Fonte: Maria Teresa Venezianiwww.corriere.it

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