Nov 13, 2007
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Prince sbaglia, non si tradiscono i fan

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Biagio Antonacci ha un rapporto strettissimo con i suoi fan, che lo seguono, lo amano, affollano il suo sito e i suoi concerti. E critica l’atteggiamento di Prince: «Prince, è un uomo capace di questi colpi di testa, basta ricordare quando cambiò nome, ma fare causa ai fan mi sembra una cosa ridicola, è un autogol inutile».

Frutto delle novità tecnologiche, dell’avvento di Internet?

«Beh, gli artisti una volta erano molto riservati, si facevano vedere poco in giro, circolavano poche foto, non c’erano i videoclip. Era una riservatezza molto bella, gli artisti erano protetti da una sorta di campana di vetro che li difendeva dall’esterno. Oggi le nuove tecnologie permettono a tutti di registrare qualunque cosa e hanno tolto quel pizzico di fascino che il mistero dava agli artisti. Oggi quando vado in giro per strada mi chiedono il biglietto del concerto o di fare una foto. La foto va su un sito, poi è copiata su un altro, pian piano entra ovunque e diventa impossibile controllare la tua immagine. Però è così, dobbiamo abituarci a convivere con questo. Ai concerti è vietato registrare audio e video e fare foto, ma poi tutti fanno tutto. Va detto che è anche bello, però, il pubblico ha saltato l’ostacolo ed è in un rapporto più stretto con gli artisti, ce l’hai praticamente in casa».

Un rapporto così stretto crea anche una responsabilità…

«Certamente sì. Io sono un tipo molto emotivo non riesco a essere distaccato, sento il peso di dover raccontare una cosa e poi difenderla. Non è che questo cambi come scrivo, ma capisco che i messaggi male interpretati possono provocare un danno in chi ti ascolta con tanta fiducia».

Il rapporto che lei ha con i fan è celebrato soprattutto nei concerti.

«Sono fondamentali. Io canto per chi viene a ascoltami, non canto per me. In concerto non mi misuro, non ragiono, quando finisco non ho più voce, non ragiono, improvviso a volte la scaletta e dico quello che mi viene in mente. E quello che mi arriva dalla platea rende tutto magico». (e.a.) (9 novembre 2007)

Fonte: www.kataweb.it

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