Apr 26, 2007
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Vicky Love di Biagio Antonacci

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Gli undici brani della tracklist sono coerenti tra loro, raccontano l’amore nel modo ormai classico della sfera autoriale e musicale di Antonacci. Questa forte caratterizzazione della linea compositiva porta però ad un ascolto che stanca facilmente e non propone stravaganze o novità da urlare nel vecchio mondo della musica pop italiana. I falsetti e i ritmi della chitarra gli abbiamo già sentiti, il romanticismo e la vena intimistica dei testi già digeriti nel progetto precedente. Sembra come se Biagio decidesse di non volere dimostrare più niente: grandissimo errore. E nel risultato si nota.

“Vicky Love” come ha affermato lo stesso Biagio è un inno all’ "amore più istintivo, più epidermico ma anche più superficiale". Appunto. Un disco semplice e diretto che forse lo porterà a bissare il successo di vendite precedente, ma che difficilmente convincerà come i precedenti. Suoni gitani in “Sognami”, melodia raffinata in “C’è silenzio”, la carica di energia della prima track “E’ soffocamento”, il successo annunciato di “Lascia stare”, primo singolo che nella sua confezione commerciale è forse l’unico brano che davvero rimane ed emerge da questo lavoro discografico. Arrangiamenti che strizzano l’occhio agli anni ’70 e ai primi ’90. Ingredienti ben mescolati, ma torniamo a ripetere: nulla di nuovo. Gli archi di “L’impossibile” e i suoi accordi suonati all’organo (banali) rischiano di ricordare altre canzoni del repertorio italiano.

Alcune note positive: “Coccinella” e “A volte” nella loro penetrante tranquillità e dolce calma sono forse i due brani che regalano un che di suggestivo all’ascolto. Ottima la coda, solo strumentale, del primo di questi due brani.

Biagio Antonacci da appuntamento ai due live, il 30 Giugno 2007 allo Stadio Meazza – San Siro di Milano e il 6 Luglio 2007 al Velodromo di Palermo, eventi che nascono dal desiderio dell’artista di riunire in un grande coro i fan del Nord e del Sud d’Italia.

Fonte: www.nonsolocinema.com

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