Set 14, 2007
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Vicky Love: miglior album del festivalbar

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L'Arena di Verona offre uno scenario unico, in grado di riecheggiare un'atmosfera onirica e quasi surreale. Questo contesto ha visto la conclusione dell'edizione 2007 del Festivalbar, l'evento che da 44 anni tiene compagnia nelle calde serate estive italiane. Si sono aggiudicati, come noto, l'edizione di quest'anno i salentini Negramaro che con la loro Parlami d'amore hanno riscaldato i cuori dei 28000 presenti. Premiato come miglior album del Festivalbar, Vicky love di Biagio Antonacci.

Nella finale Biagio ha cantato Sognami : la canzone ha il titolo giusto per le tante fan del cantante presenti e, inoltre, richiama il sogno che Antonacci ha vissuto quest'estate, riempiendo vari stadi italiani, il monumentale San Siro primo fra tutti.

Altro premio, altro artista. E' l'adrenalica e anticonformista Irene Grandi che con Bruci la città si è portata a casa il premio radiofonico, sinonimo dei tanti passaggi che la sua canzone sta facendo nelle radio italiane. La padovana Elisa è già nell'Olimpo degli artisti: parere confermato dal patron del Festivalbar, Andrea Salvetti, che le ha messo tra le mani il premio per le persone speciali. Si tratta di un'idea nuova, istituita apposta per Elisa che, al di là del palco e della sua voce dall'estensione incredibile, è una persona grande, nel senso del cuore.

Il Festivalbar, da sempre, fa tappa nelle più belle e significative città dello Stivale: Milano e Catania, sedi delle serate di giugno e luglio, ne sono un esempio. Tuttavia, come tradizione vuole, è la suggestiva Arena di Verona ad ospitare la finale settembrina. La sua architettura romanica trasforma l'evento in qualcosa da ricordare, con la sua atmosfera alchemica che unisce passato e presente, storia e modernità.

Tra gli artisti in gara, anche James Blunt, Natalie Imbruglia, Enrique Iglesias, Roy Paci. Meritano una citazione a parte, i giovani tedeschi dei Tokio Hotel. Il loro look estroso sembra un incrocio di stile punk anni '80, rap anni '90 e acconciature dei Kiss agli esordi; il loro ingresso nell'Arena è stato salutato dai tanti giovani presenti con un boato spaccatimpani che ha fatto tremare anche il marmo rosa e bianco delle gradinate. A giustificare il tutto c'era la loro musica; le loro note soft punk sono gradevoli e fanno dimenticare che il gruppo tedesco canta canzoni inglesi, senza, in realtà, conoscere neanche una parola della lingua d'Oltremanica. Qualcuno scrive per loro che imparano a memoria i testi, quindi.

Poi, ecco Zucchero. La sua entrata e la sua presenza scenica sono state da grande artista. In realtà, "Sugar" era provato dalla morte di Pavarotti, amico di vecchia data. Quando Zucchero ha cantato Blu, le luci dell'Arena si sono spente e hanno lasciato il posto alle tante fiammelle colorate degli accendini ed ai tanti luccichii azzurri dei telefonini. Le dolci e soavi note della canzone si sono immerse nelle immagini sugli schermi del grande tenore scomparso. E sono stati brividi lungo il corpo.

Fonte: Riccardo Delfantiwww.liberta.it

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